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I CONSIGLI DELLA PSICOLOGA

I consigli della psicologa: riconoscere la tensione e imparare a rilassarsi

A cura della psicologa psicoterapeuta Dott.ssa Francesca Cervati

Come abbiamo visto in alcuni articoli precedenti, una componente della risposta di attacco e fuga (tipica nei disturbi d’ansia) è rappresentata dalla tensione dei muscoli.

Prova, per esempio, a immaginare una situazione in cui ti sei sentito particolarmente teso: come rispondeva il tuo corpo? Probabilmente era contratto, magari hai sentito le spalle tese o le gambe e le braccia rigide.

L’aumento della tensione muscolare ha lo scopo di rendere i nostri muscoli più pronti e più efficienti. Normalmente, una volta superato il momento di pericolo, i muscoli si rilassano.

Per chi soffre di attacchi di panico, invece, l’aumento della tensione muscolare dura a lungo e continua a comunicare al cervello sensazioni di allerta, per le quali il corpo risponde a stimoli anche piccoli come se fossero minacce reali.

Il rilassamento a livello psicologico

Tramite il rilassamento, è possibile riuscire a controllare la tensione muscolare e l’ansia che ne consegue. Inoltre, i vantaggi del rilassamento non riguardano solo la gestione dell’ansia.

Infatti, imparando a rilassarci, otteniamo dei benefici sia sul piano fisico sia su quello psichico: da un punto fisiologico, per esempio, ci permette il recupero delle energie, per avere una maggiore resistenza allo stress. 

Quando il livello di tensione muscolare diminuisce, i benefici dell’essere rilassati permettono un miglioramento della qualità del sonno, consentendo in molti casi di superare le forme d’insonnia causate proprio dall’eccessivo accumulo di tensione o dalle preoccupazioni che invadono i nostri pensieri al momento di addormentarci.

L’utilità psicologica della tensione

Poiché, così come per l’ansia, un certo grado di tensione può essere utile, è importante imparare innanzitutto a distinguere la tensione utile da quella eccessiva.

In generale, possiamo dire che la tensione è eccessiva quando:

  • non serve a preparare la persona all’azione;
  • è molto alta rispetto all’attività che si deve svolgere;
  • rimane elevata anche dopo la fine della situazione che l’ha prodotta.

Per imparare a rilassarsi è importante quindi prima imparare a riconoscere la tensione muscolare.

Come riconoscere la tensione? I suggerimenti della psicologa

Quando la tensione muscolare dura da molto tempo, possiamo non esserne consapevoli a livello cosciente: infatti, può succedere che avere i muscoli tesi diventi il nostro normale modo di essere, tanto da non riuscire più a riconoscere gli stati di tensione.

Per allenarci a riconoscere la tensione e diventarne maggiormente consapevoli, può essere utile osservare e valutare ogni giorno la sua intensità nel tuo corpo, lungo un arco di tempo di almeno 12 giorni.

Per farlo, si può registrare su un quaderno (o una nota del telefono) l’intensità della tensione nelle diverse parti del corpo, effettuando le osservazioni sempre nello stesso momento della giornata. 

Puoi segnare tutte le parti del corpo, a partire dal viso fino ad arrivare agli arti, e attribuire un punteggio da 0 (nessuna) a 3 (alta) corrispondente al livello di tensione percepita.

La consapevolezza psicologica del livello di tensione negli arti ti aiuterà a distinguere i momenti di maggiore tensione rispetto a quelli in cui hai una tensione più “normale”, dovuta ad esempio a un esame o un colloquio importante.