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ansia - giugno 3

Che ansia! Come controllarla prima che controlli te

A cura della psicologa psicoterapeuta Stefania Ciaccia

L’ansia è un’emozione molto conosciuta e piuttosto spiacevole. Nonostante si collochi tra quelle emozioni che non amiamo provare, la sua funzione – come quella di tutte le emozioni negative è fondamentale per la nostra sopravvivenza.

Che cos’è l’ansia? 

L’ansia può essere definita come uno stato emotivo simile alla paura; se però in quest’ultima abbiamo presente l’oggetto pericoloso che desta in noi reazioni fisiche volte a fronteggiarlo, nell’ansia l’oggetto di pericolo non è noto.

Il nostro cervello, tuttavia, percepisce dei segnali che potrebbero, in un futuro (ipotetico? Più o meno lontano? Più o meno realistico?), portarci ad affrontare una minaccia

Il nostro corpo, allora, comincia a prepararsi all’evento per permetterci di gestirlo al meglio: iniziamo a provare un disagio che ci spinge ad agire prevenendolo, evitandolo o cambiando prospettiva; tuttavia, quando l’ansia è troppo intensa o frequente, rischia di diventare un ostacolo per il nostro benessere, concorrendo all’innescarsi di problemi fisici, psicologici e relazionali.

Che ansia!

Che ansia! è un manuale di auto aiuto che ci guida nel modulare la nostra ansia, quando questa diventa uno stato emotivo che interferisce con il raggiungimento dei nostri obiettivi quotidiani (primo fra tutti, la serenità); l’utilizzo di questi manuali può essere utile anche in un percorso di psicoterapia individuale.

L’autore è Albert Ellis, psicologo tra i principali ispiratori della terapia cognitivo comportamentale e fondatore della REBT (Rational Emotive Behavioral Therapy).

L’ansia appropriata e inappropriata

Ellis, innanzitutto, distingue l’ansia appropriata da quella inappropriata. Come dicevo prima, siamo portati a pensare sempre all’ansia come qualcosa di negativo da eliminare, ma bisogna tenere presente che se non ci preoccupassimo di arrivare in orario al lavoro, probabilmente non metteremmo la sveglia, e questo potrebbe portarci a perdere il posto: mantenere il nostro lavoro, però, è per la maggior parte di noi uno scopo molto importante.

Tuttavia, provate a pensare se la vostra preoccupazione di arrivare in orario al lavoro fosse talmente elevata da non permettervi di dormire? Se fosse così intensa da farvi battere il cuore all’impazzata e rendervi confusi? Oltre a sperimentare uno stato spiacevole, sareste molto stanchi e distratti durante la giornata lavorativa e, con ogni probabilità, poco produttivi.

Tutto ciò vi potrebbe portare al fallimento del vostro scopo importante (non essere licenziati): il capo, infatti, accorgendosi del vostro scarso rendimento, si contrarierebbe. In questo caso, quindi, l’ansia è stata proprio il fattore che vi ha portato a non raggiungere il vostro scopo.

Ecco perché risulta così importante riuscire a mantenere l’ansia a un livello sufficiente e non troppo elevato ed Ellis ci spiega come fare!

Il ruolo della persona

Fortunatamente, molte ansie ce le creiamo da soli e così come le abbiamo create abbiamo il potere di distruggerle

Un primo passo è cercare di comprendere quali sono le credenze, le idee, i pensieri che ci portano a sperimentare ansia così frequentemente o in modo così intenso. (Spoiler: una delle cause dell’ansia inappropriata è la catastrofizzazione, ossia la tendenza a vedere piccoli inconvenienti come vere e proprie tragedie).

Partendo, quindi, dalla presa di potere nei confronti dell’ansia superflua, Ellis ci guida in un percorso simile a una versione primordiale di una psicoterapia individuale, offrendo numerose strategie per controllare questa emozione e insegnarci a tenerla a bada.

Consiglio questo manuale a tutte le persone che vogliono capire un po’ meglio come funziona questa emozione, ma attenzione: un libro di auto aiuto non ha la pretesa di essere risolutivo per problematiche importanti, che necessitano della psicoterapia individuale, dove con l’ascolto, la condivisione e le strategie possono essere elaborate e superate; tuttavia, può essere veramente utile a chi si approccia per la prima volta alla scoperta di questa emozione e delle sue conseguenze negative.

Quando il disturbo compromette la quotidianità della persona, è consigliabile intraprendere un percorso di psicoterapia individuale, consultandovi con uno specialista.

Dott.ssa Stefania Ciaccia