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lettere - psicologa brescia

Esplorare la self-compassion scrivendo lettere

A cura della psicologa psicoterapeuta Dott.ssa Francesca Cervati 

In uno dei precedenti articoli abbiamo parlato dell’importanza dell’auto-compassione e del ruolo di questa nel nostro benessere psicologico.

Il lavoro della psicologa non è solo quello di aiutare e sostenere il paziente durante la terapia in studio, ma anche quello di fornirgli strumenti adatti a comprendersi meglio e lavorare su sé stesso.

In questo articolo ti proponiamo un esercizio che ha come obiettivo quello di fornirti un aiuto nel provare ad esplorare la self-compassion. È un esercizio tratto da un libro della psicologa Kristin Kneff che “ci piace” moltissimo (e di cui sicuramente parleremo prossimamente), il cui titolo è Il potere dell’essere gentili con se stessi.

Pronto?

Prendi carta e penna, leggi ed esegui la prima parte, prima di passare alla seconda.

Esercizio di self-compassion con la guida della psicologa

Prima parte

Tutti abbiamo qualcosa che non ci piace di noi stessi, che ci fa provare vergogna, ci fa sentire insicuri o pensare di essere inadatti. Fa parte della condizione umana essere imperfetti e i sentimenti di fallimento o inadeguatezza sono parte dell’esperienza della vita.

Prova a pensare a un problema che tende a farti sentire inadeguato o a disagio con te stesso (l’aspetto fisico, il lavoro, la relazione sentimentale ecc.): come ti fa sentire questo aspetto? Impaurito, triste, depresso, insicuro, arrabbiato? Che tipo di emozioni emergono quando ci pensi?

Cerca di essere il più possibile emotivamente onesto e di evitare di reprimere qualunque sentimento e, allo stesso tempo, di non essere melodrammatico. Prova solamente a sentire le emozioni esattamente come sono, niente di più, niente di meno.

Seconda parte

Ora pensa a un amico immaginario che è incondizionatamente gentile, compassionevole, amorevole e accogliente.

Immagina che questo amico possa vedere tutti i tuoi punti forti e tutte le tue debolezze, incluso l’aspetto di te stesso a cui stavi pensando.

Rifletti su cosa sente nei tuoi confronti e come sei amato e accettato esattamente per quello che sei, con tutte le tue umanissime imperfezioni. Questo amico riconosce i limiti della natura umana ed è gentile e indulgente nei tuoi confronti.

Nella sua grande saggezza, capisce la tua storia e le milioni di cose che sono successe nella tua vita e che hanno fatto di te quello che sei ora.

La tua inadeguatezza, in particolare, è connessa a così tante cose che non hai necessariamente scelto: il tuo genere, la storia della tua famiglia, le circostanze della vita; tutte cose che erano al di fuori del tuo controllo.

Conclusione

Scrivi una lettera a te stesso dalla prospettiva dell’amico immaginario, focalizzandoti sull’inadeguatezza che percepisci e per cui tendi a giudicarti

Che cosa direbbe questo amico del tuo difetto dalla prospettiva di una compassione illimitata? Come ti trasmetterebbe la profonda compassione che sente per te, specialmente per il disagio che provi quando giudichi te stesso così duramente?  Che cosa scriverebbe per ricordarti che se solo umano e che tutti hanno punti di forza e di debolezza? 

E se pensi che questo amico ti consiglierebbe dei possibili cambiamenti, come questi consigli incarnerebbero i sentimenti di compassione e comprensione incondizionata?

Se scrivi a te stesso dalla prospettiva di questo amico immaginario, prova a infondere nella lettera un forte senso di accettazione, gentilezza, premura e desiderio per la tua salute e felicità.

Dopo aver scritto la lettera, mettila da parte per un po’ di tempo; poi riprendila e leggila di nuovo, facendo penetrare le parole fino in fondo. Senti la compassione che si riversa dentro di te, rassicurandoti e confortandoti come la brezza fresca in un giorno caldo.

Amore, connessione e accettazione sono un tuo diritto acquisito alla nascita. Per reclamarlo, devi solo guardare dentro te stesso.

Dott.ssa Francesca Cervati