IN BASE AL TUO ATTACCAMENTO, CHE PARTNER SEI?

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IN BASE AL TUO ATTACCAMENTO, CHE PARTNER SEI?

A cura della psicoterapeuta e psicologa a Brescia Dott.ssa Francesca Cervati

Nell’articolo precedente abbiamo visto come i modelli operativi interni (ossia le rappresentazioni mentali che costruiamo inconsapevolmente sulla base della qualità del rapporto con i nostri genitori) perdurano per tutta la vita e influenzano anche la scelta del partner, una volta adulti.

Le relazioni sentimentali della vita adulta sono simili, nella loro natura, alle relazioni di attaccamento esperite nell’infanzia. Esistono delle differenze tra l’attaccamento tra due adulti e quello tra genitore e bambino: l’attrazione sessuale e la reciprocità. Se è vero, infatti, che nell’infanzia è la madre che protegge il bambino, tra due partner esiste invece il “reciprocal care giving”: essere disponibili a prendersi cura dell’altro e, allo stesso tempo, sentirsi liberi di chiedere conforto senza timore di essere derisi o rifiutati. È importante che questa capacità sia flessibile, poiché, se i ruoli di “care-giver” e “protetto” dovessero diventare fissi la relazione potrebbe risultare disfunzionale.

STILI SENTIMENTALI E MODELLI OPERATIVI INTERNI

Gli individui che hanno avuto nella loro infanzia uno stile di attaccamento sicuro descrivono i loro amori come felici e basati sulla fiducia, sono in grado di accettare e offrire aiuto al loro partner, riportano di credere nell’amore duraturo e che a volte il loro amore può raggiungere di nuovo l’intensità provata all’inizio della relazione. Pensano di potersi fidare del partner di essere delle persone gradevoli e degne di essere amate. Gli individui sicuri riportano i loro genitori come caldi, affettuosi, rispettosi e non intrusivi sia con loro che tra loro.

Gli individui ansiosi/evitanti descrivono le loro relazioni come basate sulla paura dell’intimità, su alti e bassi emotivi e sulla gelosia. Pensano che l’amore romantico non esista nella vita reale e che è molto raro che l’amore duri. Sostengono inoltre di non aver bisogno dell’amore per essere felici. I soggetti evitanti riportano episodi di freddezza e rifiuto da parte della madre e una relazione quasi inesistente tra i genitori.

Gli individui ansiosi/ambivalenti hanno una paura di amare profonda come quella delle persone evitanti ma questa volta essa è basata sulla mancanza di fiducia che si riflette nel legame con un sentimento ossessivo dell’altro, un desiderio di unione e reciprocità eccessivo, un oscillare tra dolorosi alti e bassi e una gelosia estrema. Sostengono che sia facile innamorarsi ma che è quasi impossibile trovare il “vero amore”. I soggetti ambivalenti riferiscono di una madre altamente imprevedibile e di un padre percepito come inaccettabile e scorretto, la relazione tra i due era meno calda e affettuosa di quanto appare per i genitori dei soggetti sicuri.

Le persone, in base alla percezione che hanno di sé e a causa del loro bisogno di coerenza, ricercano il partner che confermi il proprio modello. Ed è per questo che le persone che si credono degne di amore riconoscono i segnali di affidabilità e interesse da potenziali partner e intraprendano quindi relazioni sane e appaganti dal punto di vista affettivo. Nel mio studio di psicologa a Brescia creiamo percorsi di terapia di coppia per scoprire i modelli operativi interni presenti e con un aiuto psicologico cerchiamo di risolverli.